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(2) COMUNICATO DELLA DIREZIONE DEL SANTUARIO
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Un periodico che ha per sottotitolo “fatti per la verità” (http://www.lanuovabq.it/it/a-caravaggio-vietato-pregare-per-formigoni) dichiara che a Caravaggio è vietato pregare per Formigoni e si afferma che i preti del Santuario e il vescovo di Cremona sono ipocriti.
Riteniamo opportuno rendere pubblica la lettera del pro-rettore in risposta al direttore dello stesso periodico.
 
Egregio sig. Riccardo Cascioli,
Vorrei fare anche a lei e al suo giornale alcune precisazioni che invio anche all’Avvocato Zola.
Cominciamo dal titolo: “A Caravaggio è vietato pregare per Formigoni”. L’affermazione è manifestamente falsa. A nessuno è stato e viene vietato di pregare al Santuario di Caravaggio. Sabato scorso un centinaio di amici di Formigoni ha partecipato alla Messa delle ore 16.00 e al Rosario che è seguito. Nessuno è stato identificato, a nessuno è stata chiesta l’intenzione con cui partecipava e pregava. La celebrazione si è svolta come sempre, ordinatamente e devotamente. E questo a detta anche di un presbitero, che presumo aderente al movimento di Comunione Liberazione, che ha parlato con me prima e dopo la celebrazione ringraziandomi.
Dopo il titolo la conclusione con un giudizio che accomuna preti del Santuario e Vescovo di Cremona: “A giudicarli è la loro ipocrisia”. Presumo che lei sia cristiano. La invito quindi ad essere un po’ più cauto nel giudizio. Se io usassi la stessa durezza, dopo la lettura del suo articolo, dovrei dire che lei è ‘falso e manipolatore della verità’.
Dunque nessuno è stato impedito dal partecipare e io stesso, che ho presieduto il Rosario, ho constatato la sincera partecipazione e preghiera e, se mi è consentito, anche io ho pregato con tutti i presenti.
Dunque ricostruisco brevissimamente i fatti che hanno preceduto la partecipazione di tutti i presenti, compreso il nutrito gruppo di amici di Formigoni.
Da ‘ Il Giornale di Treviglio’ (confronta articolo al sito corrispondente), vengo informato dell’iniziativa di un gruppo di amici di darsi appuntamento al Santuario Sabato 16 Febbraio alle ore 16.00 per pregare per Roberto Formigoni. Nessuno mi ha informato. È
vero che ogni fine settimana si riempie il Santuario di gruppi di amici che vengono con le più diverse intenzioni. Non c’era alcun obbligo di comunicare preventivamente la cosa alla Direzione del Santuario.
Credo che lei sia così intelligente da comprendere che il nome di Formigoni e la sua triste vicenda giudiziaria non possano passare inosservati. La invito a tal proposito a leggere le reazioni all’articolo pubblicato sul sito de ‘Il Giornale di Treviglio’. C’è da essere sorpresi e rammaricati dei giudizi delle oltre cento persone che hanno preso posizione. Qualcuno ha osato insinuare addirittura che il Santuario ha ricevuto una consistente offerta per pregare per Roberto Formigoni.1
L’avvocato Zola, dal quale evidentemente lei è stato informato, mi ha mandato una mail alle 12.52 di venerdì con la quale mi chiedeva se fosse possibile la concelebrazione di mons. Luigi Negri, Arcivescovo emerito di Ferrara, alla Messa delle ore 16.00 di Sabato. In una telefonata ho espresso la mia contrarietà e l’Avvocato Giuseppe Zola mi ha serenamente assicurato che avrebbe comunicato la mia posizione al Vescovo Negri. Ho concordato con lui che la Messa sarebbe stata celebrata in Santuario come messa festiva della domenica per tutti coloro che avrebbero inteso partecipare.
L’avvocato Zola mi disse anche che aveva dissuaso Roberto Formigoni dal parteciparvi.
Penso che lei riesca a immaginare come le reazioni pesanti e irriferibili all’articolo pubblicato da ‘Il Giornale di Treviglio’, la divulgazione della notizia della partecipazione di un gruppo di amici di Formigoni alla Messa2, il desiderio di un Vescovo di concelebrare3, il desiderio di Roberto Formigoni di partecipare rischiavano di trasformare ciò che nelle intenzioni degli amici era l’intento sincero di pregare per un amico in una manifestazione di solidarietà umana, che poteva prestarsi a diverse interpretazioni non difficilmente immaginabili.
Penso di aver spiegato il senso del comunicato pubblicato sul sito del Santuario.
Nessuna coda di paglia, nessuna intenzione di strafare, nessuna incomprensibile foga di autodifesa, nessuna affermazione assurda e sbagliata, nessun desiderio di ostentare la sequela di Papa Francesco.
Questa è la mia posizione suffragata dai fatti che ho brevemente richiamato.
Non la ritengo ipocrita, ma chiedo a lei e all’Avvocato Zola fraternamente di fare uno sforzo deponendo o, meglio, controllando l’atteggiamento barricadiero che, vedendo negli altri dei nemici, inclina a falsificare la realtà dei fatti.
 
Cordiali saluti.
don Cesare Nisoli
Pro-rettore del Santuario
 
 
 
1 Mi sembra maligna la sua accusa e sinceramente cerco di perdonare la sua cattiveria: “O forse più semplicemente, siccome le intenzioni delle Messe si pagano, magari la direzione del Santuario vuole evitare intenzioni a sbaffo. Non sia mai che ci sia gente che va a pregare gratis lucrando sulla fama di grazie che questo Santuario ha”.
2 La preghiera si fa sinceramente. Non è necessario divulgare la notizia che si prega e per chi si prega.
3 I Vescovi non concelebrano, ma presiedono.