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Nuove apparizioni
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1479

Tenuto conto della accuratezza con la quale Francesco Salvatico, rappresentante del duca di Milano in Caravaggio e Gera d’Adda, con lettera del 26 aprile 1479 informa ufficialmente Bona di Savoia e Gian Galeazzo Maria Visconti dei fatti straordinari accaduti alla “Fontana” nei giorni tra il 12 e il 26 del mese, continua ad essere sorprendente l’ignoranza o la sottovalutazione di questi avvenimenti da parte di chi avrebbe invece dovuto analizzarli approfonditamente e riconoscerne il significato storico-religioso. La Vergine Maria appare di nuovo per più giorni dove già si era manifestata il 26 maggio 1432, e con manifestazione diversa rispetto alla prima apparizione. Non risulta che la Vergine, circondata da angeli, rivolga alcun messaggio ai diversi veggenti; fenomeni di luminosità straordinarie accompagnano la visione e una serie di guarigioni “miracolose” – quasi a conferma che la fonte scaturita il 26 maggio è proprio il segno della continuata presenza della Comparsa – avvengono in quei giorni. Lo stesso Francesco Salvatico si premura di assicurare i duchi di Milano che ciò che riferisce non si fosse fatto a artificio, in quanto direttamente ha voluto accertarsi dell’assenza di inganni e personalmente ha potuto constatare alcune delle guarigioni straordinarie. Lo scrivente inoltre garantisce che le manifestazioni celesti e le grazie ricevute avevano il sigillo di testimoni degni di fede. La lettera di Francesco Salvatico potrebbe aiutarci anche a interpretare il testo del “breve” del 31 marzo 1516 nel quale il papa Leone X richiamando l’Apparizione della Vergine al prato Mazzolengo usa il collettivo: la gloriosa Vergine madre d’iddio esser visibilmente apparsa a certe devote persone. Al proposito la domanda che sorge è: l’estensore della parte narrativa delle “lettere apostoliche” aveva presente i fatti dell’aprile 1479 quando scrisse che presso un certo fonte fuori et vicino i muri di detta terra nel luogo che si dice di Mazolengo la Madonna non era apparsa a un'unica persona, ma anche a certe devote persone?

1630


La sera del 26 maggio a Gandos, località a circa cento passi a levante di Galleno, frazione di Corteno in Valle Camonica, mentre infieriva la peste in tutto il territorio lombardo la Beata Vergine di Caravaggio apparve alla muta Lazzaroni da Piazza di Corteno. Purtroppo i documenti comprovanti l’Apparizione che erano custoditi nell’archivio parrocchiale andarono distruttia causa di un incendio il 26 agosto 1667. Tuttavia non mancano solidi argomenti per comprovarne di fronte alla critica la verità storica.
Primo: nella chiesa di Galleno esiste un quadro di notevoli dimensioni con data quasi completamente sbiadita del 1631;
secondo: un altro quadretto posteriore porta la scritta Ad perpetuam rei memoriam. Apparitione de la B.V.M. alla mutta Lazzaroni essendo a la custodia del suo gregge ne la stazione di Gandos, qui in Galleno di Corteno, dicendoli che recitando ogni sera il Rosario liberi sarebbono li abitanti in essa della peste. La scritta conclude: così subito essa si portò ad avverare e in questa contratta dissero il rosario e la peste cessò;
terzo: da tempo immemorabile in Galleno si celebra il ricordo dell’Apparizione, prova che questa manifestazione della Madonna a tanti sconosciuta non è stata dimenticata, né può esserlo. 

1729


Una donna semplice, la pastorella Domenica Targa di Montagnaga di Pine’ (TN), vivamente devota della Ma­donna di Caravaggio, avendo fatto voto di venire pellegrina al Santuario pregava, senza stancarsi mai, la Vergine santa di rimuovere gli ostacoli che si opponevano all’adempimento della promessa. II 14 maggio 1729, Domenica che aveva allora circa 23 anni, mentre era al pascolo vide apparire la Madonna che la invitò ad adempiere il voto recandosi piuttosto il 26 maggio nella cappella di sant'Anna a venerare il quadro dell'Apparizione, portato per esservi esposto da Giacomo Moser che per tre volte era stato pellegrino al Santuario di Caravaggio. La Ma­donna apparve di nuovo a Domenica proprio durante la celebrazione del 26 maggio nella cappella di sant'Anna per comandarle di dire che si continuasse ogni anno a celebrare solennemente quel giorno. Per altre due volte Domenica, raccolta in preghiera nella cappella di sant'Anna, vide la Vergine che le affidò il compito di far costruire una chiesa più ampia e spaziosa dove fosse venerata l'immagine dell'Apparizione.
Non mancarono le incomprensioni e le contrarietà, ma Domenica sostenne intrepida la causa. II vescovo di Trento ordinò un'inchiesta canonica sui fatti, della quale esistono i verbali. La prima pietra del santuario fu posata fin dal giugno 1730; la costruzione era compiuta nell'anno 1740. II vescovo di Tren­to Leopoldo Ernesto Firmian la consacrò il 26 maggio 1751; l’Ufficio spirituale della Curia di Trento autorizzò le celebrazioni annuali del 26 maggio sotto il titolo di “Comparsa”. Una relazione dei fatti (apparizione, "miracoli") venne stesa fin dal 1731 dal coadiutore della Curia di Trento e notaio attuario del processo canonico, Giuseppe Antonio Mosna.
 
1907
 
Nei primi anni del secolo XX, apparendo a una devota persona di GENOVA la Vergine manifesta similmente la volontà di essere venerata sotto il titolo di Nostra Signora di Caravaggio. Nella chiesa a lei dedicata nella città di Genova vengono celebrati il 26 maggio e il giorno 26 di ogni mese con particolari funzioni.

Il dipinto della Madonna di Caravaggio nel Santuario di Montagnaga di Piné, che ricorda l'Apparizione della Vergine alla pastorella Domenica Targa nel 1729Cartolina'Prato dell'Apparizione'