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La visita del Papa
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Certo, uno dei più grandi avvenimenti della storia plurisecolare del Santuario si è realizzato con la visita di Papa Gio­vanni Paolo II il 19-20-21 giugno 1992.
Il desiderio della venuta del Santo Padre tra noi, coltivato fin dal 1982 per il 550° anniversario dell'Apparizione, finalmente si compie.
Il Papa incontra qui la sera del venerdì 19 giugno la popolazione di Caravaggio e dei dintorni sotto una pioggia torrenziale, che tuttavia non smorza l’entusiasmo della folla; la sera di sabato 20 giugno,i giovani delle diocesi lombarde, specialmente quelle da lui visitate in quei giorni (Cremona, Crema e Lodi).
Una grande veglia , durante la quale cinquantamila giovani confidano al Papa con segni (l’acqua, il fuoco, la croce), parole e danze gli interrogativi ineludibili sul senso del dolore, della morte, dell’amore e della vita propri di ogni esistenza umanae particolarmente cruciali in questo tempo bisognoso di una nuova cultura della vita, il Papa affida ai giovani la missione di annunziare il Vangelo con tutta la vita. Li incita a non avere paura di difendere la vita e tutta la vita, e a “gridare che la vita è un dono meraviglioso di Dio. …che la vita segnata dalla croce e dalla sofferenza merita ancor più attenzione, cura e tenerezza”. E queste, le consegne: coltivate una profonda interiorità; imparate la sapienza della croce; lasciatevi guidare dallo Spirito Santo. “Ecco la vera giovinezza”, conclude il Papa: “E’ fuoco che separa le scorie del male dalla bellezza e dalla dignità delle cose e delle persone; è fuoco che riscalda di entusiasmo l’aridità del mondo; è fuoco d’amore che infonde fiducia e invita alla gioia”.
La mattina di domenica 21 giugno il Santo Padre celebra l'Eucarestia del Corpus Domini sul piazzale del Santuario.
Giovanni Paolo II è venuto da Papa e durante la celebrazione dell'Eucarestia del Corpus Domini compirà un altro evento storico al Santuario: la beatificazione del sacerdote Francesco Spinelli, fondatore della congregazione delle Suore Adoratrici del SS. Sacramento.
Più volte Francesco Spinelli, e nelle circostanze liete ma soprattutto in quelle tristi della sua vita tribolata, venne a celebrare e a pregare pellegrino al Santuario di Caravaggio. Il 7 giu­gno 1883; 6 settembre 1889; 30 novembre 1893; 31 luglio 1895: sono le date delle sue celebrazioni eucaristiche attestate dai registri del Santuario.
Abbiamo anche l'ampia traccia del discorso conclusivo da lui tenuto come predicatore della quaresima 1890 in parrocchia a Caravaggio, predicazione che secondo la tradizione caravaggina termina il lunedì dell'Angelo in Santuario. La comunità di Caravaggio apre con il proprio pellegrinaggio la stagione dei pellegrinaggi che successivamente verranno da ogni parte e depone ai piedi della Madonna, attraverso la parola del predicatore della quare­sima, gli impegni del pasquale cammino di vita nuova. Francesco Spinelli non celebrò quel giorno l'Eucarestia ma predicò al popolo cristiano di Caravaggio: "in te ha fatto grandi cose il Dio delle meraviglie".
 

Il Papa visita il Sacro Speco al suo arrivo al Santuario (19 giugno 1992)

Giovanni Paolo II tra il cardinale Martini e il vescovo di Cremona Enrico Assi il 21 giugno 1992
 

Quando Francesco Spinelli morì, la rivista Il Santuario di Caravaggio così ne diede la notizia nel febbraio 1913: "E’ morto un Santo! Questa l'esclamazione spontanea uscita nell'ora funebre da tante anime che ebbero la ventura di conoscere ed apprezzare D. Francesco Spinelli. E’ morto un Santo!, è il caso di ripetere: Vox populi, vox Dei. D. Francesco Spinelli è davvero un Santo".
Fu una profezia. La voce del popolo è confermata dal Vicario di Cristo in terra con la beatificazione del 21 giugno 1992. Ma chi avrebbe pensato che proprio al Santuario di Caravaggio si sarebbe adempiuta con il solenne giudizio decisivo della Chiesa?Uno stuolo di altri santi, passati dal Santuario nei secoli scorsi e negli anni più vicini a noi come Francesco Spinelli, avrà fatto corona a lui e a Giovanni Paolo II nella celebrazione del 21 giugno. Ecco: Giacinto Bianchi, Andrea Carlo Ferrari, Vincenzo Grossi, Luigi Guanella, Giovanni Calabria, Giuseppe Nascimbeni, Luigi Orione, Ildefonso Schuster, Angelo Giuseppe Roncalli, Francesca Cabrini, Maddalena di Canossa, Caterina Cittadini…
E insieme con loro anche la schiera dei servi di Dio, sacerdoti, religiose e religiosi, donne e uomini laici per i quali la Chiesa sta svolgendo la sua opera di discernimento in vista della proclamazione della loro santità esemplare: Antonio Rosmini, Elena da Persico, don Carlo Gnocchi, Giuseppe Lazzati, Giorgio La Pira… 

Il piazzale del Santuario gremito di giovani fedeli che celebrano la veglia con il Papa Il Papa fra il vescovo di Cremona mons.Enrico Assi, il rettore del Santuario di allora mons. Vittorio Formento e l'attuale rettore mons. Roberto Ziglioli
Il piazzale del Santuario gremito di giovani fedeli che celebrano la veglia con il Papa
 
 
I giorni dell’esperienza evangelica
 
Uno splendido libro ricorda e documenta l’eccezionalità della visita di Papa Giovanni Paolo II, con la magnifica suggestione delle immagini fotografiche di Pepi e Luca Merisio, il commento e i testi integrali delle parole del Papa. Presentandolo, il rettore monsignor Vittorio Formento così rivive e fa rivivere – come da dentro l’anima – la grazia di un evento che ha segnato la storia del Santuario:

“Quei giorni, del tutto privi di folklore, al Santuario c’era la gioia di tutte le età insieme, di tutte le condizioni, riunite e festose, nella grande piazza, strette attorno al Buon Pastore venuto da lontano che, però, sentivi così vicino, nella sua missione e nel suo magistero, alla realtà più vera dell’uomo e ai suoi problemi più urgenti”.


Libro: Giovanni Paolo II al Santuario di Caravaggio 19-20-21 giugno 1992
 



 

“Se tento, comunque di rileggere, alla luce di questi giorni, l’impressione che l’imponente e composta folla ha suscitato nel mio animo, devo confessare che quelle moltitudini di giovani, di uomini e donne, di ammalati, di religiosi, di umili e potenti che nel grande piazzale circondavano l’Altare papale, hanno vissuto momenti sacri con un cuor solo, non distrattamente, ma attentamente, non superficialmente, ma intensamente. Nel grande spazio la commozione e il silenzio permettevano di far sentire persino il canto degli uccelli. Veramente ci circondava una grande serenità di natura e di grazia palpitante sul volto di tutti, quasi a cancellare la stanchezza delle ore di attesa o le rughe della faticosa esperienza di ogni giorno”.
“E vicino al Papa? Ho vissuto tre giorni, benché incompleti, perché interrotti dalle sue Visite Pastorali a Crema, Lodi e Cremona. 
 

L'entusiasmo dei giovani accoglie il Papa il pomeriggio di sabato 20 giugno
 
Pur in mezzo ad avvenimenti eccezionali, a manifestazioni imponenti di fede e alla gioia di quanto avveniva attorno al Papa, non riesce affatto difficile cogliere la vera sostanza. I più bei doni che questo Pontefice pone in ogni cuore, ovunque vada la sua preghiera e il suo sguardo. Mi ha colpito il suo modo di pregare. Anche quando il cerimoniale esigeva una certa puntualità. Lui, con serena calma, si inginocchiava davanti al Santissimo. Nel silenzio del nostro bel Santuario, la preghiera della prima sera, protratta assai a lungo, davanti all’immagine della Madonna, adagio adagio, andava creando nei pochi e fortunati presenti il fascino del misterioso”Totus tuus”, del figlio desideroso che aveva aspettato quel momento davanti alla Madre”.
“E la mattina seguente accadde l’inaspettata iniziativa del Papa di celebrare la prima Messa nella nuova Cappella del Centro di Spiritualità con il vescovo e i sacerdoti del Santuario. Portiamo ancora nel cuore quella celebrazione come il segno più vivo, prezioso, palpitante dell’amore che unisce il Papa all’Eucarestia. Un’ora di colloquio orante con Dio, come fanno i santi”.
“E poi voglio dire del suo sguardo, significativo, lungo, penetrante. Pareva che ti guardasse il cuore più che il volto. Sì, al Papa interessa, soprattutto, il cuore dell’uomo. Era venuto nella nostra terra non da viaggiatore o da turista, ma come instancabile messaggero della conversione del cuore. In nessun momento voleva perdere il contatto con il cuore dell’uomo, fosse anche quello di un bimbo di pochi anni. Pareva a noi che con il suo sguardo ci accogliesse nel suo cuore per quell’istante che noi sentiamo moltiplicarsi nei nostri giorni, mentre la sapienza del tempo va svelandoci sempre più la forza spirituale di questo Papa”.